Su internet la trovate in inglese con i nomi di : "my spring it", "epicare", "bellabe" o semplicemente "facial hair remover" e tanti altri.
Suggerimenti, esperienze, riflessioni per una coscienza sostenibile,per uno stile di vita in armonia con quello che ci circonda.
lunedì 30 dicembre 2013
Molla per rimuovere i peli del viso
Vi presento una cosa ingegnosa e semplicissima: una molla per rimuovere i peli del viso, compresi i baffetti.
giovedì 19 dicembre 2013
Quinoa, la madre di tutti i semi
Sta per finire il 2013, che è stato l'anno della Quinoa, indetto dalla FAO. Quindi per chi non la conosce ancora ne approfitto per parlarne prima della fine dell'anno.
E' stato dichiarato "Anno Internazionale della Quinoa" dalle Nazioni Unite come riconoscimento dei popoli indigeni delle Ande, che hanno mantenuto, controllato, tutelato e preservato la quinoa come cibo per le attuali e future generazioni grazie alla loro conoscenza tramandata e alle pratiche del vivere in armonia con la natura.
E' stato dichiarato "Anno Internazionale della Quinoa" dalle Nazioni Unite come riconoscimento dei popoli indigeni delle Ande, che hanno mantenuto, controllato, tutelato e preservato la quinoa come cibo per le attuali e future generazioni grazie alla loro conoscenza tramandata e alle pratiche del vivere in armonia con la natura.lunedì 9 dicembre 2013
Evento: COME FARE IL PANE CON LA PASTA MADRE
Vi vorrei suggerire un evento molto interessante in zona Lago di Garda.
QUANDO: sabato 14 dicembre ore 15.00.
DOVE: Bar Don Carlos - località San Pietro di Desenzano del Garda (BS)
Si tratta di un incontro a scopo di beneficenza per il canile intercomunale di Desenzano del Garda Sirmione Montichiari.
QUANDO: sabato 14 dicembre ore 15.00.
DOVE: Bar Don Carlos - località San Pietro di Desenzano del Garda (BS)
Si tratta di un incontro a scopo di beneficenza per il canile intercomunale di Desenzano del Garda Sirmione Montichiari.
martedì 3 dicembre 2013
Aromaterapia - Cosa sono gli oli essenziali?- prima parte: introduzione
L'aromaterapia è l'arte di impiegare gli oli essenziali per la salute, il benessere, la cura del corpo e dell'ambiente. E' considerata un ramo della fitoterapia.
La conoscenza delle proprietà terapeutiche degli oli delle piante aromatiche risale ad epoche remote.
La sapienza orientale ha sempre testimoniato l'importanza degli aromi nella cura della salute del corpo e dello spirito. La stessa attenzione verso l'aromaterapia proviene dagli antichi Egizi (2000 a.C) e nel corso dei secoli seguenti medici provenienti da molti Paesi si recarono in Egitto per imparare l'uso degli oli essenziali. In Occidente Ippocrate fece uso di fumigazioni aromatiche per combattere la peste che colpì Atene. Altre documentazioni storiche sull'aromaterapia, si rintracciano nell'antica Roma, nell'epoca delle Crociate, ma arriviamo in epoca più moderna, nel XX secolo il chimico Renè Maurice Gattefosse contribuì alla rinascita dell'interesse per i trattamenti naturali, grazie ai suoi studi sulle proprietà medicinali dell'essenza di lavanda applicata sui militari feriti nella 1a Guerra Mondiale. A Gattefosse è attribuito l'uso del termine aromaterapia e ad un altro medico francese Jean Valnet, è riconosciuta l'opera fondamentale per la disciplina, intitolata Aromathérapie, pubblicata nel 1964.
La sapienza orientale ha sempre testimoniato l'importanza degli aromi nella cura della salute del corpo e dello spirito. La stessa attenzione verso l'aromaterapia proviene dagli antichi Egizi (2000 a.C) e nel corso dei secoli seguenti medici provenienti da molti Paesi si recarono in Egitto per imparare l'uso degli oli essenziali. In Occidente Ippocrate fece uso di fumigazioni aromatiche per combattere la peste che colpì Atene. Altre documentazioni storiche sull'aromaterapia, si rintracciano nell'antica Roma, nell'epoca delle Crociate, ma arriviamo in epoca più moderna, nel XX secolo il chimico Renè Maurice Gattefosse contribuì alla rinascita dell'interesse per i trattamenti naturali, grazie ai suoi studi sulle proprietà medicinali dell'essenza di lavanda applicata sui militari feriti nella 1a Guerra Mondiale. A Gattefosse è attribuito l'uso del termine aromaterapia e ad un altro medico francese Jean Valnet, è riconosciuta l'opera fondamentale per la disciplina, intitolata Aromathérapie, pubblicata nel 1964.
Gli oli essenziali, detti anche oli eterei, a differenza degli oli da spremitura (oliva, mandorle, etc) evaporano senza lasciare traccia d’unto, e sono fortemente profumati.
Sono sostanze concentrate in parti diverse di una pianta: nei fiori (rosa), nella resina (incenso), nella corteccia (cannella), nelle radici (angelica), nella buccia (limone), nelle foglie (eucalipto), nei frutti (finocchio), nel legno ( cedro). Da una stessa pianta si possono ricavare più oli. Ad esempio dall'albero dell'arancio si possono ottenere 3 oli differenti: arancio dolce (dalle bucce), petit grain (dai rametti e dalle foglie), neroli (dai fiori).
Le tecniche di estrazione sono varie:
- distillazione in corrente di vapore della pianta fresca (lavanda, geranio, rosmarino…)
- spremitura a freddo nel caso degli agrumi.
- Estrazione con CO2 è un metodo molto recente
- Estrazione con alcool ad esempio per vaniglia e cacao, poi vengono distillati.
- Estrazione con solventi chimici, da evitare perchè il solvente non è mai rimosso comletamente. Questi solventi sono pericolosi per la nostra salute.
- Assoluti o Absolue è un metodo che utilizza solventi chimici per ottenere una specie di pasta aromatica. Non è un prodotto puro, ma è l'unico metodo per estrarre dal gelsomino. Vale lo stesso discorso delle estrazione con solventi chimici.
Per ottenere pochi millilitri di olio essenziale occorrono chili e chili di pianta; alcune come la lavanda, la palmarosa o il rosmarino hanno una buona resa, e quindi il loro costo resterà contenuto; altre (come rosa, gelsomino e neroli) una resa bassissima e il costo di conseguenza si alzerà moltissimo.
Per farvi capire la resa vi faccio degli esempi. Per ottenere 1kg di olio essenziale ci vogliono:
- 7 kg di garofano
- 50kg di lavandina (una tipologia di lavanda)
- 150kg di lavanda vera
- 1 tonnellata di elicrisio
- 4 tonnellate di petali di rosa di damasco
- 5-10 kg di melissa vera
Sono sostanze altamente concentrate, da maneggiare con cura e attenzione.
Il fatto che siano sostanze naturali non significa affatto che siano sicure: da una parte possono curare o alleviare parecchi sintomi o malesseri, ma dall’altra sono potenzialmente tossici se non si rispettano le precauzioni d’uso, che consistono nel diluirli sempre secondo le percentuali raccomandate, in quanto sono irritanti ad alta concentrazione. La loro alta facilità di penetrazione attraverso la pelle non rende necessario preparare prodotti altamente concentrati; l’olio essenziale dà il meglio di sé, anche dal punto di vista odoroso, in forte diluizione.
Le essenze devono essere conservate al buio (chiuse in un armadietto, e nella loro scatolina di cartone) e al fresco, gli OE di agrumi, più delicati, vanno conservati in frigo.
Le essenze devono essere conservate al buio (chiuse in un armadietto, e nella loro scatolina di cartone) e al fresco, gli OE di agrumi, più delicati, vanno conservati in frigo.
Gli oli essenziali esplicano diversi effetti a seconda della prevalenza di alcuni princìpi attivi hanno cioè vari “chemiotipi". Ogni composto fitoterapico presenta la sua efficacia soprattutto come fito complesso. Basti pensare che la lavanda contiene oltre 160 componenti di cui solo una parte è stata identificata. Sono stati tuttavia individuati alcuni componenti essenziali, particolarmente attivi a livello farmacologico:
- Alcoli : attività antisettiche e tonificante (linalolo e mentolo)
- Aldeidi: attività sedativa e antisettica (benzaldeide)
- Chetoni: attività che favorisce l’eliminazione di muco bronchiale (tujone e jasmone)
- Esteri: con proprietà sedative e fungicide (acetato di linalide e geranide)
- Fenoli : con azione antibatterica e stimolante (eugenolo e timolo)
- Ossidi : colazione espettorante (cineolo)
- Terpeni: con proprietà antiinfiammatorie e antisettiche (limonene e pinene)
Un etichettatura completa dovrebbe comprendere:
- nome scientifico
- nome comune
- eventuale caratterizzazione chemotipica, indispensabile per le piante in cui i chemotipi sono molti e danno luogo a oli con caratteristiche diverse
- parte della pianta da cui è stato ricavato l'olio essenziale.
- luogo di provenienza della pianta
- metodo di estrazione
- data di estrazione e numero del lotto
- assenza di sostanze sintetiche e additivi
- assicurazione di integrità e di purezza e naturalezza al 100%
- cautele e norme di conservazione, fuori dalla portata dei bambini etc..
Cos'altro ci può aiutare per capire se quello che stiamo comprando è un vero olio essenziale puro?
Se riporta la scritta “per uso alimentare” questa è una garanzia in più, se l’indicazione è “essenza per ambienti” non potrà essere usato sul corpo e sarà probabilmente sintetico. Se viene venduto in boccette trasparenti invece che scure non può essere autentico, gli OE si alterano con la luce.
Un altro modo è conoscere i prezzi medi di almeno qualche olio essenziale per poter essere sicuri degli altri che non si conoscono: mai acquistare oli essenziali in boccette tutte uguali come contenuto e tutti allo stesso prezzo, le rese e la reperibilità delle piante sono talmente diverse che ad esempio la rosa non può costare quanto la lavanda. Un esempio: l’olio essenziale di neroli costa circa 12 euro per 1ml, se ne trovate 10 ml a 12 euro o meno è parfum o almeno è allungato, con cosa non si sa.
Oli economici sono limone e palmarosa (circa 8 euro per 10 ml).
Oli di medio prezzo sono lavanda, arancio, ylang ylang, geranio ed altri che costano sugli 8-9 euro per 5-10ml.
Oli molto costosi sono rosa e gelsomino (venduti in minuscole boccette da 1 ml, costano attorno ai 22 euro).
Oli economici sono limone e palmarosa (circa 8 euro per 10 ml).
Oli di medio prezzo sono lavanda, arancio, ylang ylang, geranio ed altri che costano sugli 8-9 euro per 5-10ml.
Oli molto costosi sono rosa e gelsomino (venduti in minuscole boccette da 1 ml, costano attorno ai 22 euro).
Poi esiste una prova empirica che si può fare a casa con l'olio essenziale già comprato: si fa cadere una goccia su un foglio di carta. l’o.e. tagliato con oli vegetali non odorosi si allarga poco, fa una goccia di unto che resta circa una giornata prima di assorbirsi, e comunque unge la carta rendendola trasparente in controluce (cosa valida per tutti gli OE escluse le resine come ad esempio mirra e benzoino ). L’olio essenziale puro invece si allarga subito molto, non ha oleosità visibili, a distanza di un giorno è evaporato molto bene lasciando solo un lieve alone. Questo test mostra solo se l'OE è stato tagliato con olio vegetale, non se ha subito altri tipi di adulterazioni.
venerdì 4 gennaio 2013
Vota la peggior azienda del 2013- Public Eye Awards
Come ogni anno, arriva il momento del Pubblic Eye Awards, un "premio" per la peggior azienda del mondo dell'anno. Organizzato dal 2000 dalla Dichiarazione di Berna e Amici della Terra (nel 2009 sostituito da Greenpeace), Public Eye ricorda al mondo aziendale che misfatti sociali e ambientali hanno conseguenze per le persone colpite e per il territorio, ma anche per la loro stessa reputazione.
Quest'anno le nomination sono per:
Io ho votato per la Repower in quanto il suo operato danneggia il Paese in cui vivo e ho amici che abitano in Calabria che stanno lottando contro la centrale a carbone. Vi consiglio di andare a leggere il sito Nocarbonesaline che è un coordinamento di associazioni per la difesa della salute e del territorio contro la centrale a carbone. Li trovate anche su facebook.
Questo è il video della nomination della Repower
Spero che voterete anche voi! Alla fine non vi costa nulla, ma fate un piccolo gesto ma comunque importante perchè darete la vostra opinione e sosterrete le persone che stanno lottando contro queste aziende.
Quest'anno le nomination sono per:
- G4S: la più grande azienda di sicurezza privata del mondo, è coinvolta in innumerevoli casi di violazione dei diritti umani.
- Repower : società energetica svizzera che sta costruendo una centrale a carbone in Calabria, Italia, nonostante l'opposizione della popolazione.
- Alstom: Dopo essere stata multata più volte, Alstom continua a corrompere sistematicamente i politici per ottenere contatti.
- Lonmin: società mineraria del Sud Africa che ha strumentalizzato la polizia e l'esercito per fermare uno sciopero. Risultato: 44 morti.
- Goldman Sachs: ha intascato un sacco di soldi per nascondere la metà del debito pubblico della Grecia che alla fine ha rovinato la Grecia
- Coal India: sacrifica tutto per il profitto: 205 lavoratori morti l'anno scorso nelle miniere, di cui 239 non hanno un permesso ambientale.
- Shell: è la prima super-importante compagnia petrolifera che prevede di sfruttare l'Artico fragile. I rischi sono enormi.
Io ho votato per la Repower in quanto il suo operato danneggia il Paese in cui vivo e ho amici che abitano in Calabria che stanno lottando contro la centrale a carbone. Vi consiglio di andare a leggere il sito Nocarbonesaline che è un coordinamento di associazioni per la difesa della salute e del territorio contro la centrale a carbone. Li trovate anche su facebook.
Questo è il video della nomination della Repower
Spero che voterete anche voi! Alla fine non vi costa nulla, ma fate un piccolo gesto ma comunque importante perchè darete la vostra opinione e sosterrete le persone che stanno lottando contro queste aziende.
domenica 25 novembre 2012
La musica delle Piante
Non è il fruscio delle foglie che intendo per Musica delle piante.. Fino a poco tempo fa non lo sapevo nemmeno io, ma le piante suonano, cantano... Hanno una loro voce!! In fondo non mi stupisce perchè sapevo che le piante in qualche modo interagiscono con il mondo esterno, sono esseri viventi pieni di energia. Adesso si può finalmente sentire la loro voce ed è meraviglioso.
Negli anni '70 negli Stati Uniti cominciarono a fare delle sperimentazioni per verificare l'esistenza di una sensibilità di reazione del mondo vegetale a stimoli esterni come luce, calore, colori e suoni.
In Italia arriva nei primi anni '80 e fu la Fondazione Damanhur a portare avanti ricerche nel campo della sensibilità e dell'intelligenza vegetale. La Federazione di Damanhur, fondata nel 1975, è un'eco-società: una federazione di comunità ed ecovillaggi con una propria stuttura sociale e politica in continua evoluzione.
Camaleonte Oleandro, alias di Salvatore Sanfilippo, biologo e istruttore della Olami Damanhur University, spiega: "Ultilizzando apparecchiature elettroniche di nostra costruzione, sempre più sofisticate, si è cercato di studiare la reattività delle piante all'ambiente. Il principio è quello di misurare le variazioni di potenziale elettrico o di resistività come segnale di risposta a eventuali stimoli ambientali. Ogni creatura vivente, animale o vegetale, presenta variazioni di questo potenziale elettrico. Si tratta, in sostanza, dello stesso incremento di attività elettrica sulla pelle degli esseri umani per amore, per rabbia, per paura, per una qualsiasi emozione insomma".
La musica delle piante è una applicazione artistica di queste ricerche. Le apparecchiature costruite in Damanhur, trasformano il segnale elettrico emesso dalla pianta in suono, utilizzando normali sintetizzatori facilmente reperibili in commercio.
Negli ultimi anni, alcuni esperti informatici insieme a musicisti e cantanti portano avanti questa sperimentazione, diffondendo la comnoscenza contribuendo a far crescere un maggio senso di rispetto da parte dell'uomo nei confronti del Mondo Vegetale.
Alberi e piante, collegati a sintetizzatori musicale, imparano a modulare i suoni e produrre vere e proprie arie musicali. Le piante hanno un vero e proprio periodo di apprendimento, nel quale imparano a conoscere e interagire con l’apparecchiatura, con gli stimoli esterni.
Le piante sono in grado di variare propri valori di conduttività elettrica, creando frasi musicali complete: il fenomeno è profondamente affascinante perchè manifesta con evidenza che le piante "ascoltano" ciò che suonano, lo provano, lo modificano, fino a trovare uno stile e armonizzano la propria musica con quella degli altri vegetali che suonano in contemporanea.
Da qui possono nascere molte riflessioni sul rapporto fra i vari esseri viventi e sulla possibilità di comunicare.
Pensate che in caso di incendio, afferma la musicologa Laura Siligrandi, le piante tendono a raccogliere la linfa verso il tronco e radici (la parte vitale) ed i suoni precipitano subito verso i toni più gravi.
Secondo l'esperienza di Adrea Pavinato e Nedda Bonini, quando ci fu il terremoto in Pianura Padana, in coincidenza delle scosse le piante hanno smesso di suonare.
Le piante inoltre reagiscono alla presenza delle persone, al tocco, alla voce etc..
E' una cosa che lascia senza parole e apre ad un mondo nuovo!!
Link per ulteriori informazioni:
In Italia arriva nei primi anni '80 e fu la Fondazione Damanhur a portare avanti ricerche nel campo della sensibilità e dell'intelligenza vegetale. La Federazione di Damanhur, fondata nel 1975, è un'eco-società: una federazione di comunità ed ecovillaggi con una propria stuttura sociale e politica in continua evoluzione.
Camaleonte Oleandro, alias di Salvatore Sanfilippo, biologo e istruttore della Olami Damanhur University, spiega: "Ultilizzando apparecchiature elettroniche di nostra costruzione, sempre più sofisticate, si è cercato di studiare la reattività delle piante all'ambiente. Il principio è quello di misurare le variazioni di potenziale elettrico o di resistività come segnale di risposta a eventuali stimoli ambientali. Ogni creatura vivente, animale o vegetale, presenta variazioni di questo potenziale elettrico. Si tratta, in sostanza, dello stesso incremento di attività elettrica sulla pelle degli esseri umani per amore, per rabbia, per paura, per una qualsiasi emozione insomma".
La musica delle piante è una applicazione artistica di queste ricerche. Le apparecchiature costruite in Damanhur, trasformano il segnale elettrico emesso dalla pianta in suono, utilizzando normali sintetizzatori facilmente reperibili in commercio.
Negli ultimi anni, alcuni esperti informatici insieme a musicisti e cantanti portano avanti questa sperimentazione, diffondendo la comnoscenza contribuendo a far crescere un maggio senso di rispetto da parte dell'uomo nei confronti del Mondo Vegetale.
Alberi e piante, collegati a sintetizzatori musicale, imparano a modulare i suoni e produrre vere e proprie arie musicali. Le piante hanno un vero e proprio periodo di apprendimento, nel quale imparano a conoscere e interagire con l’apparecchiatura, con gli stimoli esterni.
Le piante sono in grado di variare propri valori di conduttività elettrica, creando frasi musicali complete: il fenomeno è profondamente affascinante perchè manifesta con evidenza che le piante "ascoltano" ciò che suonano, lo provano, lo modificano, fino a trovare uno stile e armonizzano la propria musica con quella degli altri vegetali che suonano in contemporanea.
Da qui possono nascere molte riflessioni sul rapporto fra i vari esseri viventi e sulla possibilità di comunicare.
Pensate che in caso di incendio, afferma la musicologa Laura Siligrandi, le piante tendono a raccogliere la linfa verso il tronco e radici (la parte vitale) ed i suoni precipitano subito verso i toni più gravi.
Secondo l'esperienza di Adrea Pavinato e Nedda Bonini, quando ci fu il terremoto in Pianura Padana, in coincidenza delle scosse le piante hanno smesso di suonare.
Le piante inoltre reagiscono alla presenza delle persone, al tocco, alla voce etc..
E' una cosa che lascia senza parole e apre ad un mondo nuovo!!
Link per ulteriori informazioni:
sabato 27 ottobre 2012
The Cove - la baia dove muoiono i delfini
Vi segnalo un documentario intitolato The Cove è del 2009 diretto da Louie Psihoyos e realizzato dalla Oceanic Preservation Society. Nel 2010 il film ha vinto l'Oscar al miglior documentario. Descrive la caccia annuale del delfino che si svolge in un parco nazionale giapponese a Taiji (Wakayama), ma non solo... Il film è stato registrato a Taiji in segreto per cinque anni ed è stato successivamente bandito in Giappone.
L'idea è stata di O'Barry, addestratore di delfini per il famoso telefilm "Flipper". Dopo che l'amata Kathy, femmina di delfino, depressa da un vita in gabbia, si era lanciata fuori dalla vasca per suicidarsi, trattenendo il respiro e morendo tra le sue braccia, decise di dedicare la sua vita a salvare i delfini. Ha così iniziato ad impegnarsi per il boicottaggio dei parchi acquatici,
tagliando le reti delle loro gabbie da Haiti al Brasile e scrivendo
libri. L'Onu, nel 1991, gli ha conferito un premio per l'impegno
ambientale.
Poi scoprì "The cove" , una bella laguna sulle coste di Taiji, in Giappone, al centro di un parco nazionale, punto di incontro fra i delfini e luogo dove ogni anno, per sei mesi, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei, pescatori e aquirenti occidentali pronti a sborsare anche 150 mila dollari per aggiudicarsi un delfino da portare nei parchi acquatici.
I giapponesi
catturano illegalmente 23mila delfini l'anno, appellandosi alla
legislazione della International Whaling Commission che consente la
pesca "limitata" dei piccoli cetacei.
I delfini che non vengono selzionati per i parchi acquatici finiscono per essere macellati al prezzo di 700 dollari a delfino, contro i 150 mila dollari per quelli destinati ai delfinari.
Inoltre in questo documentario si affronta anche il tema del Mercurio, che presente nella carne di delfino ad altissimi livelli e che viene venduta spacciandola come carne di balena nei grandi mercati asiatici.
Questo documentario è stato fatto molto bene, sono riusciti a filmare la mattanza grazie ad un equipe di persone che ha rischiato molto. Sembrava di guardare un film di spionaggio, un thriller... ma purtroppo era tutto vero.
La caccia ai delfini continua tutt'oggi e bisogna sensibilizzare le persone a questo. Sapere che ogni volta che si porta i propri figli ai delfinari si sta alimentando un business enorme sulle spalle di questi poveri delfini. Meglio portare i proprio figli ad un "whale wathching".
Link
sito del documentario: http://thecovemovie.com/
sito dell' Ops Oceanic Preservation Society http://www.opsociety.org/
Vi ricordo che ci sono altri paesi in cui avvengono queste mattanze, come ad esempio nelle isole Faroe. Molti sono i video che troverete nel web, ma vi avviso che sono molto più cruenti del documentario, quindi se volete vederli sappiate che ci sono, ma che possono essere abbastanza sconvolgenti...
| O'Barry con un delfino |
Poi scoprì "The cove" , una bella laguna sulle coste di Taiji, in Giappone, al centro di un parco nazionale, punto di incontro fra i delfini e luogo dove ogni anno, per sei mesi, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei, pescatori e aquirenti occidentali pronti a sborsare anche 150 mila dollari per aggiudicarsi un delfino da portare nei parchi acquatici.
| La baia dopo la mattanza |
I delfini che non vengono selzionati per i parchi acquatici finiscono per essere macellati al prezzo di 700 dollari a delfino, contro i 150 mila dollari per quelli destinati ai delfinari.
Inoltre in questo documentario si affronta anche il tema del Mercurio, che presente nella carne di delfino ad altissimi livelli e che viene venduta spacciandola come carne di balena nei grandi mercati asiatici.
Questo documentario è stato fatto molto bene, sono riusciti a filmare la mattanza grazie ad un equipe di persone che ha rischiato molto. Sembrava di guardare un film di spionaggio, un thriller... ma purtroppo era tutto vero.
La caccia ai delfini continua tutt'oggi e bisogna sensibilizzare le persone a questo. Sapere che ogni volta che si porta i propri figli ai delfinari si sta alimentando un business enorme sulle spalle di questi poveri delfini. Meglio portare i proprio figli ad un "whale wathching".
Link
sito del documentario: http://thecovemovie.com/
sito dell' Ops Oceanic Preservation Society http://www.opsociety.org/
Vi ricordo che ci sono altri paesi in cui avvengono queste mattanze, come ad esempio nelle isole Faroe. Molti sono i video che troverete nel web, ma vi avviso che sono molto più cruenti del documentario, quindi se volete vederli sappiate che ci sono, ma che possono essere abbastanza sconvolgenti...
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